Analisi del sangue e intelligenza artificiale: dove finiscono i tuoi dati
Fotografare un referto e chiedere a un assistente di intelligenza artificiale che cosa vuol dire è diventato un gesto comune. Il Garante per la protezione dei dati personali, l'autorità italiana per la privacy, lo ha definito un fenomeno allarmante, per due ragioni: il controllo sui dati di salute e l'affidabilità delle risposte. Questa guida spiega dove vanno i dati nei due casi, quando il referto viene letto in rete e quando viene letto sul telefono, e che cosa raccomanda il Garante. Ogni affermazione ha la sua fonte in fondo alla pagina.
Questa guida parla di dove vanno i dati, non di come si leggono i risultati. Nessuno strumento, in rete o sul telefono, sostituisce il medico: il significato di un esame o di un referto lo spiega lui. Le condizioni dei servizi cambiano nel tempo: prima di usarne uno, leggi la sua informativa aggiornata.
Che cosa succede quando carichi un referto in rete
Un assistente di intelligenza artificiale in rete, cioè un servizio di chat che risponde da un sito o da un'app, lavora sui computer di chi lo offre. Quando carichi la foto o il PDF di un referto, il file parte dal telefono e arriva a quei computer: è lì che viene letto ed è lì che si prepara la risposta.
Da quel momento, che cosa succede al file dipende dal servizio e dalle impostazioni scelte: per quanto tempo viene conservato, se viene cancellato dopo la risposta, se può servire ad addestrare i modelli. Il Garante invita a leggere le informative proprio per verificare se i dati caricati vengono cancellati dopo la richiesta o usati per addestrare gli algoritmi.
Su un referto ci sono il nome, la data di nascita, il laboratorio e i risultati. Quando il referto è di un figlio, sono i dati di salute di qualcuno che non ha scelto di condividerli.
Che cosa ha detto il Garante privacy
Il 30 luglio 2025 il Garante per la protezione dei dati personali ha pubblicato il comunicato «Referti medici e IA, allarme del Garante privacy sui rischi di un uso scorretto». Il fenomeno descritto è quello di chi carica analisi, radiografie e altri referti su piattaforme di intelligenza artificiale generativa per averne un'interpretazione o una diagnosi.
Il Garante indica due rischi:
- la perdita di controllo sui propri dati sanitari;
- indicazioni sbagliate, date da sistemi che non sono stati progettati come dispositivi medici.
E raccomanda tre cose: valutare con attenzione se condividere i dati sanitari; leggere le informative, per sapere se i dati caricati vengono cancellati o usati per addestrare gli algoritmi; ricordare che le risposte dovrebbero sempre essere verificate con un professionista medico.
Il comunicato richiama anche il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale, che chiede la supervisione umana, e un parere del Consiglio superiore di sanità del 9 novembre 2021: quando l'intelligenza artificiale tratta dati di salute serve un'intermediazione umana qualificata, cioè un professionista che controlla.
Se decidi di usare un assistente in rete
La scelta è tua. Se la fai, queste sono le verifiche che il Garante suggerisce, con qualche accorgimento pratico in più:
- Leggi l'informativa del servizio: dove va il file, per quanto tempo resta, se può servire ad addestrare i modelli.
- Guarda le impostazioni: molti servizi lasciano decidere se conservare la cronologia e se usare i contenuti per migliorare il servizio.
- Chiediti se il file deve davvero contenere nome, data di nascita e codice fiscale.
- Usa la risposta come una traccia di domande da fare al medico, non come una risposta: è lui che la verifica, come chiede il Garante.
Leggere le pagine sul telefono: che cosa cambia
C'è un'altra strada per trasformare la foto di un referto in testo: farlo leggere da strumenti che lavorano sul telefono, senza mandare l'immagine a un server. Il riconoscimento del testo è una funzione che iPhone e Android hanno già.
Su Android, la libreria di Google per riconoscere il testo, ML Kit, lavora sul dispositivo e funziona anche senza connessione: Google la presenta come adatta alle immagini e ai testi che devono restare sul telefono. Google pubblica anche l'elenco di ciò che la libreria invia: informazioni tecniche come il modello del telefono, la versione dell'app, le impostazioni usate, le prestazioni e i codici di errore. Nell'elenco non ci sono le immagini né il testo letto.
Su iPhone, Apple mette a disposizione delle app il modello di Apple Intelligence che gira sul dispositivo, con il framework Foundation Models, e lo presenta come disponibile anche offline. Nella sua pagina sulla privacy Apple scrive che i modelli sul dispositivo completano un compito senza che i dati lascino il dispositivo; per le richieste più complesse Apple Intelligence può usare anche i server di Apple (Private Cloud Compute), dove i dati, scrive Apple, non vengono conservati.
Leggere sul telefono non rende la risposta più giusta: cambia dove stanno i dati. Il significato dei risultati resta una domanda per il medico.
Le stesse domande valgono per ogni app
Le verifiche del Garante non riguardano solo gli assistenti di intelligenza artificiale: valgono per qualsiasi app a cui affidi referti e risultati, compresa quella che usi per conservarli. Anche la Federal Trade Commission, l'autorità americana per la tutela dei consumatori, dà indicazioni simili per le app della salute: cercare un'informativa che spieghi in parole semplici quali informazioni sulla salute l'app raccoglie, controllare nelle impostazioni che cosa si può decidere su ciò che raccoglie e condivide, e ricordare che condividere informazioni delicate comporta sempre dei rischi.
In pratica, prima di caricare un referto, chiediti:
- Dove viene letto il documento: sul telefono o sui computer di chi offre il servizio?
- Che cosa parte dal telefono, verso chi e per farne che cosa?
- Serve un account? Se sì, che cosa resta legato a quell'account?
- Dove sono conservati i dati, e con quale protezione?
- Chi altro li vede: la famiglia, il medico, nessuno?
Le prossime due sezioni rispondono a queste domande per Pediary.
Come lo fa Pediary
Pediary legge sul telefono le pagine di esami di laboratorio e referti. Quando scegli come aggiungere un esame, l'app lo scrive così: «Le pagine vengono lette su questo dispositivo: per la lettura non vengono inviate a nessuno.» Né a Pediary, né ad Apple, né a Google.
Su iPhone il testo si prende dal PDF quando c'è, altrimenti si riconosce dall'immagine con gli strumenti di Apple sul telefono. Su Android si usa ML Kit, come descritto sopra; per correggere le parole lette male, l'app le passa al correttore ortografico della tastiera scelta sul telefono.
I limiti, detti chiaramente:
- La lettura automatica funziona per i referti in italiano e in inglese. Per un referto in un'altra lingua le pagine restano allegate e i dati si scrivono a mano.
- Apple Intelligence si usa solo per i referti, non per gli esami di laboratorio, e solo su iPhone, sui dispositivi che ce l'hanno e se lo consenti, con il modello che gira sul telefono. L'app lo chiede una volta («Usare Apple Intelligence?») e la scelta si cambia nelle Impostazioni, alla voce «Apple Intelligence nei referti».
- Apple Intelligence propone categoria, titolo e struttura del referto e cerca le conclusioni del medico scegliendo solo fra le righe del documento: non scrive parole sue e non spiega i risultati.
- Quello che la lettura compila va sempre controllato: per gli esami l'app lo ricorda con «Controlla ogni valore sulle pagine prima di salvare».
Dove restano i dati dopo la lettura
Pagine e voci restano nel database dell'app, sul telefono. Su iPhone il file del database è cifrato da iOS finché il telefono non viene sbloccato la prima volta dopo l'accensione; su Android il database è cifrato e la chiave sta nell'Android Keystore, l'archivio protetto delle chiavi del telefono.
Escono dal telefono solo quando lo scegli tu:
- con la sincronizzazione, cifrata da capo a capo, verso i telefoni della famiglia che hanno Pediary 3.3.0 o successiva;
- con il backup automatico, se lo attivi: copia sul tuo Google Drive, Dropbox o OneDrive lo stesso file ZIP dell'esportazione manuale, che non ha una password ed è protetto quanto il tuo account cloud;
- con «Condividi PDF» o «Condividi testo», quando mandi un esame o un referto al medico.
Per usare Pediary non serve un account Pediary: sincronizzazione e backup usano lo spazio cloud personale della famiglia.
Pediary conserva esami e referti e ti aiuta a ritrovarli: non li interpreta e non dà consigli medici. Per capirne il significato, parlane con il tuo medico.
Esami e referti, tutti in un posto
Pediary è un'app gratuita per iPhone e Android, senza account Pediary e senza pubblicità, che conserva esami di laboratorio e referti di bambini e adulti, legge sul telefono le pagine dei referti in italiano e in inglese e mostra nel tempo l'andamento dei valori.
Scopri esami e refertiFonti
Ogni affermazione di questa guida viene da queste fonti, consultate a ottobre 2026.
- Garante per la protezione dei dati personali, comunicato del 30 luglio 2025: Referti medici e IA, allarme del Garante privacy sui rischi di un uso scorretto
- Federal Trade Commission (Stati Uniti), Does your health app protect your sensitive info? (in inglese, 13 gennaio 2021)
- Google, ML Kit (in inglese)
- Google, ML Kit: dati raccolti su Android (in inglese)
- Apple, Apple Intelligence & Privacy (in inglese)
- Apple Newsroom, 9 giugno 2025: il framework Foundation Models per gli sviluppatori (in inglese)
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